L’isola dei morti

Nel 1918 l’esercito austroungarico decise di sfondare il fronte italiano sulla linea del Piave. Da una parte c’è la massa scura del Montello, dall’altra Moriago. In mezzo un’isola che gli abitanti del luogo chiamavano isola verde, poi divenuta famosa con il nome di “isola dei morti”. È qui che si svolse una delle battaglie più importanti della prima guerra mondiale, perché i soldati italiani, dopo nove giorni di furiosi combattimenti, riuscirono a riscattarsi dalla sconfitta di Caporetto capovolgendo le sorti del conflitto.

Sono molti i segni rimasti lungo le rive del fiume ribattezzato dai poeti “il” Piave, al maschile, che ricordano le imprese dei soldati italiani e la piena improvvisa che impedì gli austriaci il passaggio e ogni speranza di vittoria.

Quella notte, Piero scese verso il grande fiume sacro alla Patria percorrendo il sentiero che dal paese di Moriago va all’isola dei morti. Fu allora che fissando l’oscura sagoma del Montello Piero vide strane figure emergere dal buio.

Sembravano soldati, a giudicare dalle parvenze di uniformi e per gli elmetti che portavano in testa. Le anime dei soldati morti nella furibonda battaglia tornavano ogni anno a riunirsi nei luoghi in cui si erano staccate così violentemente dal corpo. A sentire i bisbigli sembrava che pregassero: migliaia di soldati italiani, austriaci, ungheresi, polacchi pronunciavano parole nella medesima lingua che Piero capiva pur non avendola mai sentita. Parlavano di pace, di quanto ce ne sia bisogno nel mondo.

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